Maria Teresa Milano

Sono nata il 7 febbraio 1973 e fino a 29 anni ho vissuto a Cervere, in provincia di Cuneo, dove le tradizioni contadine hanno “tenuto duro” fino a metà degli anni ‘80, offrendomi la possibilità di vivere situazioni che oggi sembrano appartenere a un mondo ormai lontano e dimenticato.

Mia nonna, grande narratrice dotata di acutezza e senso dell’umorismo, mi ha trasmesso la passione per il passato e l’interesse per le storie della gente comune. Intorno a lei si raccoglieva un vero e proprio forum femminile ante litteram, di cui io, seppur bambina, facevo parte e da sempre dunque, mi interessano le biografie e le vicende delle donne, tanto quelle straordinarie, quanto quelle di ordinaria quotidianità, perché molte, con modalità diverse, narrano di scelte importanti, di rinunce, di difficili conquiste, a volte di esclusione altre di grande successo o di riconoscimenti.

Nonna Ieta, Maria Teresa Milano
Nonna Ieta
A una donna speciale è dedicato uno dei miei volumi, Regina Jonas. Vita di una rabbina (Berlino 1902 – Auschwitz 1944), che tratteggia l’universo femminile ebraico dei primi del Novecento, impegnato nelle grandi riforme educative e sociali.

Quando ero bambina, in casa si ascoltava molta musica, dagli Inti Illimani a Fabrizio De André, fino ai grandi jazzisti come Sidney Bechet o Ella Fitzgerald, che la Fabbri aveva scelto di pubblicare “a puntate” sui vecchi 33 giri. E così, parallelamente alla scuola, ho portato avanti con interesse la mia formazione musicale, studiando pianoforte fin da piccola.

È stato però grazie a Francesca Oliveri, grande insegnante e vocalist, che ho scoperto il canto e le sue molteplici possibilità espressive. Lei mi ha seguita in un percorso lungo e impegnativo, che tuttora resta per me una solida base, un punto di riferimento imprescindibile nella mia attività ormai ventennale come cantante con le Voci Fuori dal Coro dirette da Roberto Beccaria, un grande Maestro e musicista con cui ho vissuto momenti di crescita importante e che ho sposato nel 2002.

I miei genitori avevano spesso ospiti interessanti, che discutevano intorno a una cena improvvisata di ogni sorta di argomento, suscitandomi curiosità e interrogativi. Proprio in una di queste occasioni la teologa Stella Morra mi ha consigliato di seguire all’università il corso di ebraico antico, su cui ho conseguito la laurea con il professor Paolo Sacchi, un grande Maestro e il dottorato di ricerca con la guida di Corrado Martone, profondo conoscitore dei manoscritti di Qumran e dell’Israele antica.

In quegli anni ho fatto un altro incontro fondamentale, di lavoro e di vita: ho conosciuto Sarah Kaminski, che mi ha introdotta all’ebraico moderno e alla letteratura israeliana e ho iniziato con lei una collaborazione davvero preziosa (e un’amicizia) che regge ormai da vent’anni.

Isreale, Muro. Maria Teresa Milano
Israele

A mano a mano che procedevo nello studio della lingua ebraica, della storia e della cultura, delle tradizioni dell’Israele antico e moderno, mi legavo sempre più all’idea che sarebbe stato questo il mio interesse principale e non a caso negli ultimi anni ho insegnato ebraico e cultura biblica a pubblici di ogni genere e in ogni dove, dalle sale di un’associazione che accoglie gli stranieri, alla biblioteca di un monastero, fino alle aule universitarie dello STI-ISSR di Fossano. Una ricchezza culturale e umana straordinaria.

Ma l’Accademia, la ricerca incessante e le mie necessarie relazioni con le persone hanno continuato a viaggiare in parallelo alla musica.

Per lungo tempo ho cercato di trovare un punto di incontro tra le mie “due vite”. Inizialmente mi sono avvicinata alla poesia israeliana diventata musica, con il progetto SHIRIM, insieme al mandolinista israeliano Avi Avital, un progetto che ha segnato la mia prima tappa fondamentale nel complesso percorso di integrazione tra i diversi interessi.

Poi è arrivato lo studio dell’universo musicale del ghetto di Terezín con un grande Maestro, David Bloch z.l., a cui sarò per sempre debitrice e a cui ho dedicato Terezín. La fortezza della resistenza non armata, che raccoglie materiale e riflessioni frutto di lunghe ricerche. Nel volume convergono il mio interesse per l’ebraismo, la musica e l’educazione dei più piccoli, in cui mi sono impegnata in questi anni creando e guidando laboratori interdisciplinari per scuole e musei.

E da qualche anno vivo un’esperienza che ha cambiato il modo stesso di vedere me e il mio lavoro: l’attività concertistica con i Mishkalé, un gruppo klezmer straordinario, un vero e proprio laboratorio di musica e di idee.

Mishkalé
Mishkalé

La musica, in particolare il canto e l’uso della voce, toccano il mio percorso di ricerca e di lavoro anche quando non ne parlo esplicitamente, perché in realtà non si tratta di binari paralleli, ma di saperi che si completano a vicenda ed è nato così il volume La voce è tutto, in cui gioco sull’assonanza tra i termini ebraici qol – voce e kol – tutto per chiudere un po’ il cerchio della mia vita e forse per cominciare di qui ad aprire altre porte. Chissà…

Mi piace viaggiare, stare con la gente, chiacchierare e scoprire il mondo; sono molto legata al Medioriente e all’Africa e porterò per sempre nel cuore il viaggio in Eritrea con l’Associazione Acqua per la vita, per un progetto di educazione allo sviluppo che abbiamo creato in memoria di mio zio, un medico eccezionale scomparso troppo giovane.

Viaggio in Eritrea, Associazione Acqua per la vita
Viaggio in Eritrea, Associazione Acqua per la vita
Quel che oggi sono e faccio è la somma di tutte queste esperienze, arricchite in modo incommensurabile dalle persone che ho incontrato e con cui continuamente mi trovo in contatto.

E poi… ho due bimbe meravigliose, Micol Anna e Miriam Chiara, con cui mi diverto a camminare in montagna, ad andare al cinema e a inventare storie fantastiche.

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l'Arte La voce, il canto, le esperienze