Regina Jonas. Vita di una rabbina (Berlino 1902 – Auschwitz 1944)

Negli anni Novanta vengono aperti al pubblico gli archivi di Berlino Est e la teologa Katharina von Kellenbach ritrova tra gli schedari una busta contenente alcuni documenti appartenenti a una donna, Regina Jonas, nata nel 1902 a Berlino e ivi ordinata rabbino il 26 dicembre 1935.

La notizia suscita grande interesse e da quel momento sono in molti a interessarsi a Regina Jonas, una vera pioniera la cui vita rischiava di finire per sempre nell’oblio.

Regina Jonas forse non voleva neppure fare la rivoluzione e non si sentiva una “outsider”, anzi le sue radici erano salde nella tradizione ebraica, nei testi biblici e talmudici e soprattutto in quella società berlinese fotografata da Roman Vishniac e incisa nei bellissimi quadri narrativi di Walter Benjamin in Infanzia Berlinese, in cui i luoghi stessi divengono una sorta di presagio della tragedia. Sarà il nazismo a troncare la vita della prima rabbina del mondo, una donna che non mirava alla conquista della parità dei sessi, quanto piuttosto alla “equivalenza di genere” e invocava la conquista di uno status sulla base delle potenzialità e delle caratteristiche proprie delle donne e non quale equiparazione alle mansioni e ai ruoli maschili.

Le pagine di questo volume presentano la figura della rabbina Jonas, infaticabile insegnante e “curatrice di anime”, nel contesto della società della Berlino dei primi anni Trenta.

Deportata nel ghetto di Terezín, Regina scelse di rimanere a condividere il destino dei suoi correligionari, per difendere il valore più sacro per l’ebraismo: la vita.

Prefazione di Sarah Kaminski. Postfazione di Piero Stefani.

Scopri le altre pubblicazioni | Acquista il libro

SCOPRI
la Biografia Maria Teresa Milano
l'Accademia Studi, pubblicazioni e traduzioni
l'Arte La voce, il canto, le esperienze