Terezín. La fortezza della resistenza non armata

Il volume porta il lettore nel cuore della millenaria vita ebraica in terra ceca, in quelle multiformi espressioni culturali e artistiche che si ritrovano a convivere forzatamente a Terezín, il cosiddetto “ghetto modello” simbolo della propaganda nazista. Terezín è una sorta di specchio dell’umanità, in cui si soffre e si ama (in quattro anni vengono celebrati 559 matrimoni), si muore e si rimane aggrappati alla vita in ogni modo possibile (nascono 207 bambini), si ruba per sopravvivere e si regala con grande generosità ai più piccoli. Sono i diari, le poesie e le canzoni a delineare i tratti della vita quotidiana e a offrire la percezione che di essa ne hanno i protagonisti e a trasmetterne l’autenticità del sentire.

Nel “ghetto modello” creato dai nazisti, nei quattro anni di funzionamento vengono internate 140.000 persone, tra loro 15.000 bambini; si tengono 2.430 conferenze, 600 spettacoli teatrali e musicali e si allestiscono i laboratori d’arte per bambini.

Terezin, liberazione, Fireflies

Leggere l’universo Terezín, definito “fucina di cultura” da Chaim Potok, significa conoscere una realtà di fame, violenza, morte e orrore, ma soprattutto riscoprire la forza vitale della dignità umana, della cultura come valore, dell’educazione come responsabilità.

Il volume apre uno squarcio sui meccanismi della propaganda, sul potere dei mezzi di comunicazione e le possibilità dei regimi di plasmare le masse, in ogni tempo e in ogni circostanza storica e trasmette la forza della Resistenza spirituale, per ricordare che il passato non è un’immagine iconica a cui guardare, ma continua a riflettersi, in forme ed espressioni diverse, nel presente.

Prefazione di Anna Foa.

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